CONFINDUSTRA MODA e OO.SS.: Documento condiviso al Governo del 21/9/2020

Firmato il giorno 21/9/2020, tra CONFINDUSTRIA MODA, SMI, ANFAO, ASSOCALZATURIFICI, ASSOPELLETTIERI, UNIC e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, un documento condiviso da consegnare al Governo per la ripresa delle industrie della moda

Confindustria Moda e le OO.SS. del settore, nel sottoscrivere il presente documento, hanno elaborato alcune proposte condivise per la tutela e la ripresa dell’industria della moda, da consegnare al Governo e ai Ministri interessati.
Essendo il settore della Moda a rischio a causa delle conseguenze sui mercati internazionali dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, in questo preoccupante contesto generale, Confindustria Moda e le Associazioni di categoria in essa federate ed i sindacati nazionali di categoria Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, intendono offrire il proprio contributo di idee, di proposte e di impegno diretto per:
– continuare a produrre in condizioni di sicurezza, per riportare il sistema all’ottimale saturazione della capacità produttiva, recuperando il terreno perduto nella fase di blocco delle attività;
– recuperare al lavoro il più velocemente possibile tutti gli addetti di tutti i comparti e le funzioni della filiera, porre le condizioni necessarie per la valorizzazione delle professionalità tipiche del settore moda e sviluppare iniziative concrete per agevolare iI ricambio generazionale;
– cogliere l’occasione per affrontare in modo risoluto alcuni dei problemi strutturali dell’industria della moda che ne hanno rallentato lo sviluppo nel recente passato e che rischiano di impedirne la ripresa ed il consolidamento nel prossimo futuro.
A tale riguardo, il presente Documento congiunto conferma e integra quanto le Parti hanno già convenuto e proposto nei mesi scorsi, anche tramite le proprie Confederazioni, Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, di cui in particolare richiamiamo i seguenti punti essenziali:
1) Per lavorare in totale sicurezza
Occorre sostenere le imprese nell’applicazione rigorosa dei Protocolli di sicurezza condivisi tra le Parti, garantendo la salvaguardia della salute dei lavoratori ed il contenimento dei rischi di contagio, anche attraverso una diversa riorganizzazione delle attività aziendali, nella consapevolezza dei costi applicativi.
2) La riduzione del “cuneo fiscale”
In un settore come quello della moda, nel quale il costo del lavoro incide per oltre il 30% sui costi di produzione, per la salvaguardia della competitività delle produzioni italiane diventa di rilevante importanza procedere ad una riduzione del cuneo fiscale. Un primo intervento nella giusta direzione è già stato introdotto con la legge di bilancio 2020, decorrente dal 1° luglio, per alcune fasce di reddito: occorre procedere nella medesima direzione, a beneficio di tutti i lavoratori e delle aziende del settore.
3) L’estensione degli ammortizzatori sociali
La situazione economica post-Covid 19 del settore moda non si preannuncia facile. Pur nella speranza di un rapido assestamento dei mercati, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e in attesa di una complessiva riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro, occorre integrare gli attuali ammortizzatori sociali con la previsione di ulteriori interventi:
– allineare le disponibilità di CIG Covid 19 al tempo per il quale vige il divieto di licenziamenti e prevedere nuove disponibilità di CIG Covidl9 (aggiuntive agli strumenti ordinari), per tutto l’anno 2020 e per il 2021, per salvaguardare il patrimonio di professionalità faticosamente costruito negli anni e indispensabile per il rilancio futuro del settore.
– Rafforzare l’indennità di CIG, innalzando gli attuali massimali mensili.
– Velocizzare le procedure di autorizzazione della CIG.